| Soldatini pieni di piombo (Da piccolo farò il soldato) |
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Arrivano nella notte. Ma a volte anche in pieno giorno. Salvare la pelle in entrambi i casi è difficile. Ma sopravvivere, a volte, per i bambini dei villaggi attaccati dalle truppe di guerriglia sui fronti di guerra che di continuo si accendono nell’Africa sud-sahariana, può essere anche peggio. I guerriglieri arrivano, devastano, uccidono, mutilano uomini, donne, anziani e rapiscono bambini e ragazzi per farne delle giovani reclute. Bambini che diventano in pochi minuti di violenza cieca orfani, ragazzi sopravvissuti destinati a un futuro che lascerà su di loro ferite fisiche e psicologiche difficili da superare. Costretti a seguire le milizie nella boscaglia, i bambini soldato vengono brutalmente istruiti all’uso delle armi, a compiere azioni efferate, spesso contro i propri vicini di villaggio, contro le loro stesse famiglie. Questi bambini vengono indottrinati senza scrupoli, costretti a prove di coraggio ed efferatezza, spesso sotto l’effetto di droghe e alcol, per accrescere con l’incoscienza la loro spietatezza. Scritto e interpretato da Giorgio Monte e Manuel Buttus, lo spettacolo ci mette di fronte a un grottesco talk show televisivo in cui, con ipocrita pietismo salottiero, un conduttore che mal dissimula il suo cinismo, un sociologo di grido, un regista e un ingenuo cameraman di un’emittente televisiva privata, si trovano a discutere e a commentare alla presenza di un ex bambino soldato africano, ospite in studio, il tema del crudele sfruttamento dei bambini nei conflitti armati del nostro tempo. Bambini che atrocemente sopravvivono ai loro genitori trucidati nei villaggi attaccati dalle truppe di guerriglia e che vengono reclutati come soldati in erba sui fronti di guerra che di continuo si accendono nell’Africa sud-sahariana. Bambini che diventano in pochi minuti di violenza cieca orfani, ragazzi sopravvissuti destinati a un futuro che lascerà su di loro ferite fisiche e psicologiche difficili da superare. |