No, non sono Stato io

di e con
Giorgio Monte e Manuel Buttus

una produzione
Prospettiva T
teatrino del Rifo

STAGIONE TIG TEATRO
PER LE NUOVE GENERAZIONI 08_09

“Prima di cominciare un nuovo gioco qualsiasi ragazzo cerca di imparare come si fa; se non è capace di farlo da solo, chiede aiuto a un amico, oppure a un genitore o a un altro adulto. Se proprio nessuno lo aiuta, legge il libretto di istruzioni.
Allo stesso modo, da quando ne è capace, ognuno diventa parte attiva nelle relazioni con le altre persone: in parte “sente”, cioè prova emozioni e passioni; in parte “decide”, cioè sceglie. Sceglie come comportarsi, perché prendere iniziative, come e in quale modo rispondere alle iniziative altrui.
La Costituzione è un po’ come un libretto di istruzioni sulle relazioni, sul “gioco” dei rapporti con gli altri. Le istruzioni della Costituzione indicano la via dello stare insieme armoniosamente, senza prevaricare ed essere prevaricati, riconoscendo in ogni altro una persona e perciò rispettandolo come ciascuno rispetta se stesso”.
La legge fondamentale dello Stato Italiano, ossia la Costituzione, ci accompagna in ogni momento della nostra giornata: spesso si pensa che la Costituzione riguardi solo ed esclusivamente la politica e i politici, mentre è nostro interesse riappropriarci di ciò che nel 1947 sancirono i Costituenti, proprio perché ci riguarda direttamente, come cittadini.
Uno spiccato umorismo e un messaggio di fondo molto importante sono la base dello spettacolo dal titolo "No, non sono Stato io".
Spettacolo a completamento di quella che i due attori definiscono la Trilogia della Comunicazione: tre testi che riguardano in modo diverso il mondo dei mass media e più in particolare il pianeta televisione, avvicinando ognuno, al tempo stesso tramite questo punto di vista, temi di informazione e di educazione forti come il coinvolgimento di bambini e ragazzi in guerre e guerriglie (Soldatini pieni di piombo), la questione dei comportamenti devianti che si stanno diffondendo fra i giovani, comunemente etichettati con il nome di “bullismo” (Ballo e Bullo nel Paese degli Allocchi), la sollecitazione alla conoscenza dei diritti e dei doveri definiti da un testo fondamentale, soprattutto per i giovani, come la Costituzione italiana (No, non sono Stato io).
La trama del nostro spettacolo sulla Costituzione è molto semplice.
In scena ci sono un presentatore televisivo, due giovani spettatori, e Bambo, concorrente di reality. I ragazzi vengono invitati a scegliere tra soli due canali tv disponibili e decidono di optare per quello dove sta andando in onda un reality. Sullo schermo c’è Bambo, l’ultimo concorrente rimasto in gara, alle prese con le ultime prove da superare per diventare il vincitore.
Questa situazione permette di evidenziare alcune contraddizioni e suggerire agli spettatori alcune considerazioni conseguenti molto importanti: il presentatore del reality non perde occasione per ricordare a Bambo, il concorrente, che in quell’ambiente vi sono delle regole che vanno tassativamente rispettate.
Ma è soprattutto fuori, che ci sono delle norme che vanno rispettate e che sono fondamentali in quanto garantiscono il rispetto tra tutti i cittadini dello Stato.