I Cercaluna

da un’idea di
Pierluigi Cappello e Paolo Medeossi


"Che fai tu, Luna, in ciel? Dimmi, che fai silenziosa Luna?”.
Chi scrisse questi versi cercava la Luna e si perse nell’interrogarla.

Perché la Luna è una dea che esige amanti disposti ad amarla sotto la cifra della più totale gratuità. Chi cerca la Luna è chiamato al rischio di cercarla: perché oltre che bella, la Luna è anche armata: serena e severa più di qualsiasi dea greca. Regge una doppia scure falcata; con la parte crescente di essa promette prosperità e benedizione a chi le si avvicina: ma se agita quella calante, allora è la maledizione e la piaga a scuotere le vertebre di chi le si allontana.

Per questo chi la cerca è esposto alla crisi e chi è in crisi, spesso, vede molto più in là di chi non lo è.

Ho letto che Cercaluna vuol dire scansafatiche o perdigiorno a scelta; ma io so che chi cerca la Luna è il Chisciotte sbalzato dal ronzino a mordere la polvere, so che chi la cerca, deriso, ci porge sul palmo la parte soleggiata di noi stessi.

Pierluigi Cappello



Una volta per una questione di orbite e distanze, Terra e Luna erano quasi appiccicate tanto da potersi sfiorare nelle notti di plenilunio. Bastava una scala a pioli collocata nel posto giusto perché qualcuno vi salisse e arrivasse a un palmo dalla superficie del nostro satellite, coperta da una crosta di scaglie puntute, simili al ventre di un pesce di cui aveva anche l’odore…

Questa era la Luna di Italo Calvino che, nelle “Cosmicomiche”, lasciava galoppare alta nei cieli la sua fantasia fantascientifica per scappare dalla gabbia delle abitudini e vivere il quotidiano nei termini più remoti ed esotici rispetto alla nostra esperienza.

I Cercaluna sono nati così, sotto le stelle d’agosto.

I Cercaluna sono un gruppo di artisti friulani e non, formatosi casualmente nel 1996 a Chiusaforte, paesino di montagna fortemente spopolato e che ha affidato alla cultura un suo messaggio di vitalità.

Paolo Medeossi