di e con
Giorgio Monte e Manuel Buttus
una produzione
Prospettiva T
teatrino del Rifo
“FAMOSISMO E BULLISMO
DAL MONDO DEI MEDIA”
STAGIONE TIG TEATRO
PER LE NUOVE GENERAZIONI 08_09
|
Cosa sta succedendo
ai nostri adolescenti, e perché sempre più spesso si sentono
a loro agio nei panni del bullo, del prepotente, del mascalzone? Perché
il loro sistema nervoso si infuoca, scattano per un nonnulla, sbattono le
porte, litigano senza alcun motivo apparente? Da poco abbiamo riletto il
romanzo di Collodi Pinocchio e anche lì, nel lontano e severo Ottocento,
i ragazzini fuori dalla scuola se le davano di santa ragione. Oggi però
le cose vanno ancora peggio e la violenza è un pane quotidiano. A
scuola vediamo arrivare ogni giorno tredicenni travestiti da teppisti, la
camminata spavalda, lo sguardo gelido, di sfida. Si sono già bevuti
come spugne milioni di ore di cartoni animati fatti di scontri, botte da
orbi e raffiche mortali. Realtà virtuale che scambiano per normalità.
Questa estate un quotidiano raccontava una moda diffusa fra gli adolescenti:
consiste nel mettere da parte denaro e noleggiare per un giorno una limousine.
Te la danno con tanto di autista e bodyguard e dentro ci si ammucchiano
in dieci, quindici e girano per ore per la città, fingendo di essere
grandi attori, star di reality, calciatori, gente che può ostentare
ricchezza e potenza. Poi, lasciata la loro limousine tornano nelle loro
case, fra quattro mura con quattro televisori accesi e nessun libro. Amici
di Maria, Grande Fratello, L’Isola dei famosi, sono questi i miti
dei nostri ragazzi. E questi miti sembrano produrre disprezzo e arroganza,
angoscia e miseria. Attenzione però: siamo noi adulti ad aver progettato
questo immaginario vuoto e ora che c’è di strano se i nostri
adorabili pesciolini rossi vogliono diventare dei feroci barracuda?
La questione del bullismo tra i giovani viene affrontata in uno spettacolo
attuale e ricco di spunti per riflettere e proposto dal Teatrino del Rifo,
la compagnia di Torviscosa animata da Giorgio Monte e Manuel Buttus: Ballo
e Bullo nel paese degli allocchi.
Scritto e interpretato da Giorgio Monte e Manuel Buttus, Ballo e bullo è
stato sviluppato a partire da una serie di esperienze raccolte dal Teatrino
del Rifo durante la sua attività di pedagogia teatrale nelle scuole
friulane oltre che sulla base dell’ampia documentazione saggistica
e narrativa ormai a disposizione sul tema del bullismo.
“Se si pensa solo ad uno dei romanzi più noti della narrativa
italiana per l’infanzia, il Pinocchio di Collodi – raccontano
i due attori – già allora, nel lontano e severo Ottocento,
i ragazzini fuori dalla scuola se le davano di santa ragione. Oggi però
le cose vanno ancora peggio e la violenza è un pane quotidiano. A
scuola ogni giorno vediamo tredicenni travestiti da teppisti, la camminata
spavalda, lo sguardo gelido, di sfida. Si sono già bevuti come spugne
milioni di ore di cartoni animati fatti di scontri, botte da orbi e raffiche
mortali. Realtà virtuale che scambiano per normalità”.
Li chiamiamo "bulli". Ma si tratta di un’etichetta inventata
dagli adulti per far credere che hanno compreso il fenomeno.
Cosa in realtà cosa sta succedendo agli adolescenti? Perché
sempre più spesso si sentono a loro agio nei panni del bullo, del
prepotente, del mascalzone? Perché il loro sistema nervoso si altera
per un nonnulla inducendoli a sbattere le porte, a litigare senza alcun
motivo apparente?
Proverà a rifletterci e a restituire una possibile chiave di lettura
questo spettacolo che vede in scena gli attori del Rifo, pronti a immedesimarsi
in due ragazzi di quattordici e dodici anni, diversi in tutto per ceto sociale
e famiglia di provenienza, entrambi con un personale bagaglio di esperienze
e dinamiche familiari, fra rifiuti e incomprensioni. La metafora del teatro
li fa ritrovare nel buco d’una trincea, di un luogo da cui non è
facile uscire ma all’interno del quale è ancora più
percepibile il clima di tensione e di conflitto in cui vivono. Combattono
contro un nemico non ben identificato, simbolo della competitività
e dell’incertezza che li contraddistingue, mentre fuori dal buco li
attende solo “il Paese degli allocchi”, una felice trasposizione
e citazione dal romanzo di Collodi per riflettere l’alternativa che
gli adulti sembrano offrire ai più giovani. Un paese che è
inganno dorato, una realtà fasulla creata per distogliere le menti,
indurre il desiderio di un mondo che non esiste, fasullo e solo apparentemente
gratificante.
Ballo e bullo è uno spettacolo che - pur affrontando un tema delicato
e non semplice - sa alternare momenti drammatici e situazioni divertenti,
tra ironia e amarezza, per specchiare una realtà di conflitti, solitudine
e competitività, tristezze consumate frutto della società
improntata ai modelli della televisione invasiva. Amici di Maria, Grande
Fratello, L’Isola dei famosi, sono questi i miti dei ragazzi d’oggi.
Miti che sembrano produrre disprezzo e arroganza, angoscia e miseria. “Attenzione
però – conclude il duo del Rifo – siamo noi adulti ad
aver progettato questo immaginario vuoto e ora che c’è di strano
se i nostri adorabili pesciolini rossi vogliono diventare dei feroci barracuda?”.
|